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Sala di Fetonte

La “Sala di Fetonte” è così chiamata per la rappresentazione sulla volta del mito di Fetonte.

Fetonte si vantava di essere figlio del Sole, ma i suoi amici lo prendevano in giro perché non gli credevano. Incoraggiato dalla madre, che era una ninfa, un giorno si presenta al Dio Sole - e gli chiede se è davvero suo padre. Questi conferma la paternità e gli concede di esaudire un desiderio.

Fetonte gli chiede di poter guidare il carro del Sole per un giorno, così da dimostrare a tutti le sue vere origini; il padre cerca di dissuaderlo, illustrandogli le pericolose difficoltà cui sarebbe andato incontro, ma alla fine è costretto a consentire al desiderio del figlio, e il giovane sale sul carro solare del padre.

Il padre lo implora di non andare né troppo in alto né troppo in basso, mantenere l’equilibrio nel centro, ma Fetonte è troppo emozionato e ansioso di compiere la sua corsa sul carro del Sole e ascolta distratto i suoi consigli. Quando i cavalli, che si accorgono del peso diverso della nuova guida, si slanciano in una corsa precipitosa e disordinata. Il figlio del Sole è terrorizzato. Nella folle corsa città, monti e regioni, anche quelle solitamente immerse nel gelo, sono sconvolte, bruciate, arse; agli Etiopi si abbruna la pelle, la Libia diventa deserto; storici fiumi vanno in fiamme o scompaiono, come accade alle sorgenti del Nilo.

Per salvare l’Universo dalla rovina, il Dio del Sole colpisce il carro con un fulmine; il giovane precipita sulla terra, direttamente nelle acque del fiume Eridano, l’attuale fiume Po e annega.

Le Eliadi, figlie del Sole e sorelle di Fetonte, prendono a piangere inconsolabili in riva al fiume; così il Padre impietosito le trasforma nei pioppi, che si possono vedere ancora oggi lungo le rive del Po.

Fetonte, con la sua superbia e arroganza, ha dimostrato che spingersi oltre i propri limiti ha delle conseguenze gravi per la nostra stessa vita.

Le immagini dipinte ammoniscono il marchese Diomede, nella sua camera da letto, a non intraprendere imprese al di sopra delle sue possibilità e ad attenersi ai ritmi naturali della vita.

Nella Sala sono rappresentate ai lati le figure dell’Alba, del Mezzogiorno, del Tramonto e della Notte, mentre negli ovali agli angoli, figurano la Primavera, l’Estate, l’Autunno e l’Inverno

La stampa tridimensionale rappresenta Giove che colpisce il carro guidato da Fetonte.

Sala di Fetonte

La “Sala di Fetonte” è così chiamata per la rappresentazione sulla volta del mito di Fetonte.

Fetonte si vantava di essere figlio del Sole, ma i suoi amici lo prendevano in giro perché non gli credevano. Incoraggiato dalla madre, che era una ninfa, un giorno si presenta al Dio Sole - e gli chiede se è davvero suo padre. Questi conferma la paternità e gli concede di esaudire un desiderio.

Fetonte gli chiede di poter guidare il carro del Sole per un giorno, così da dimostrare a tutti le sue vere origini; il padre cerca di dissuaderlo, illustrandogli le pericolose difficoltà cui sarebbe andato incontro, ma alla fine è costretto a consentire al desiderio del figlio, e il giovane sale sul carro solare del padre.

Il padre lo implora di non andare né troppo in alto né troppo in basso, mantenere l’equilibrio nel centro, ma Fetonte è troppo emozionato e ansioso di compiere la sua corsa sul carro del Sole e ascolta distratto i suoi consigli. Quando i cavalli, che si accorgono del peso diverso della nuova guida, si slanciano in una corsa precipitosa e disordinata. Il figlio del Sole è terrorizzato. Nella folle corsa città, monti e regioni, anche quelle solitamente immerse nel gelo, sono sconvolte, bruciate, arse; agli Etiopi si abbruna la pelle, la Libia diventa deserto; storici fiumi vanno in fiamme o scompaiono, come accade alle sorgenti del Nilo.

Per salvare l’Universo dalla rovina, il Dio del Sole colpisce il carro con un fulmine; il giovane precipita sulla terra, direttamente nelle acque del fiume Eridano, l’attuale fiume Po e annega.

Le Eliadi, figlie del Sole e sorelle di Fetonte, prendono a piangere inconsolabili in riva al fiume; così il Padre impietosito le trasforma nei pioppi, che si possono vedere ancora oggi lungo le rive del Po.

Fetonte, con la sua superbia e arroganza, ha dimostrato che spingersi oltre i propri limiti ha delle conseguenze gravi per la nostra stessa vita.

Le immagini dipinte ammoniscono il marchese Diomede, nella sua camera da letto, a non intraprendere imprese al di sopra delle sue possibilità e ad attenersi ai ritmi naturali della vita.

Nella Sala sono rappresentate ai lati le figure dell’Alba, del Mezzogiorno, del Tramonto e della Notte, mentre negli ovali agli angoli, figurano la Primavera, l’Estate, l’Autunno e l’Inverno

La stampa tridimensionale rappresenta Giove che colpisce il carro guidato da Fetonte.