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Sala della battaglia del Trasimeno

La “Sala della battaglia del Trasimeno”, camera di Ascanio II, situata sempre all’interno del Palazzo della Corgna è caratterizzata dalla scena della battaglia del Trasimeno dipinta nel riquadro centrale

La battaglia del Trasimeno è stato uno degli scontri bellici maggiori della seconda guerra punica, e fu combattuta il mattino del 21 giugno 217 avanti Cristo presso le sponde nord-occidentali del lago Trasimeno tra l'esercito romano, guidato dal console Gaio Flaminio Nepote, e quello cartaginese, al cui comando era Annibale Barca.

Annibale voleva decimare le due legioni guidate da Flaminio, che lo stavano seguendo lungo la sua marcia in Etruria, prima che si ricongiungessero con quelle dell'altro console Gneo Servilio Gemino. Scendendo la Val di Chiana in direzione di Roma, il condottiero cartaginese fece accelerare il passo alle sue truppe e giunse con alcune ore di anticipo in prossimità del lago Trasimeno: decise quindi di deviare verso est il suo percorso, in direzione di Perugia, poiché aveva individuato, in una valle compresa tra le estreme pendici dei monti di Cortona e il lago, i luoghi adatti per tendere un'imboscata alle legioni romane. Annibale qui si accampò con la fanteria pesante su una collina e dispose gli altri reparti sulle pendici dei colli circostanti, nascosti in modo da sorprendere ai fianchi l'esercito romano e circondarlo.

Il console romano arrivò presso le rive del lago quando il sole stava per tramontare e fu costretto ad accamparsi e ad attendere il giorno seguente per riprendere l'inseguimento, ignaro che l'accampamento nemico si trovasse lì vicino, essendo separati solo dai bassi colli di Cortona che si protendono verso il lago.

Il giorno seguente, i reparti di Annibale erano già pronti all'agguato quando i Romani, all'alba, incominciarono a lasciare l'accampamento e, superato uno stretto passaggio tra uno sprone roccioso e le acque del lago, entrarono nella valle immersa nella nebbia, ignari del pericolo incombente, non avendo inviato esploratori in avanscoperta.

L'esercito cartaginese conseguì sul campo una vittoria piena, avendo colto la maggior parte delle truppe romane ancora in ordine di marcia nel fondo della valle.

Attorno ad essa quattro episodi di guerra. L’esercito in marcia, lo sbarco della flotta, una scena di battaglia e la clemenza del generale. Il celebre scontro tra le truppe di Annibale e l’esercito romano guidato dal console Gaio Flaminio, ebbe luogo nei pressi dell’attuale Tuoro sul Trasimeno, nel 217 avanti Cristo. Colto di sorpresa l’esercito romano fu travolto e nello scontro persero la vita circa 15.000 soldati.

La stampa tridimensionale rappresenta la battaglia tra Cartaginesi e Romani.

Sala della battaglia del Trasimeno

La “Sala della battaglia del Trasimeno”, camera di Ascanio II, situata sempre all’interno del Palazzo della Corgna è caratterizzata dalla scena della battaglia del Trasimeno dipinta nel riquadro centrale

La battaglia del Trasimeno è stato uno degli scontri bellici maggiori della seconda guerra punica, e fu combattuta il mattino del 21 giugno 217 avanti Cristo presso le sponde nord-occidentali del lago Trasimeno tra l'esercito romano, guidato dal console Gaio Flaminio Nepote, e quello cartaginese, al cui comando era Annibale Barca.

Annibale voleva decimare le due legioni guidate da Flaminio, che lo stavano seguendo lungo la sua marcia in Etruria, prima che si ricongiungessero con quelle dell'altro console Gneo Servilio Gemino. Scendendo la Val di Chiana in direzione di Roma, il condottiero cartaginese fece accelerare il passo alle sue truppe e giunse con alcune ore di anticipo in prossimità del lago Trasimeno: decise quindi di deviare verso est il suo percorso, in direzione di Perugia, poiché aveva individuato, in una valle compresa tra le estreme pendici dei monti di Cortona e il lago, i luoghi adatti per tendere un'imboscata alle legioni romane. Annibale qui si accampò con la fanteria pesante su una collina e dispose gli altri reparti sulle pendici dei colli circostanti, nascosti in modo da sorprendere ai fianchi l'esercito romano e circondarlo.

Il console romano arrivò presso le rive del lago quando il sole stava per tramontare e fu costretto ad accamparsi e ad attendere il giorno seguente per riprendere l'inseguimento, ignaro che l'accampamento nemico si trovasse lì vicino, essendo separati solo dai bassi colli di Cortona che si protendono verso il lago.

Il giorno seguente, i reparti di Annibale erano già pronti all'agguato quando i Romani, all'alba, incominciarono a lasciare l'accampamento e, superato uno stretto passaggio tra uno sprone roccioso e le acque del lago, entrarono nella valle immersa nella nebbia, ignari del pericolo incombente, non avendo inviato esploratori in avanscoperta.

L'esercito cartaginese conseguì sul campo una vittoria piena, avendo colto la maggior parte delle truppe romane ancora in ordine di marcia nel fondo della valle.

Attorno ad essa quattro episodi di guerra. L’esercito in marcia, lo sbarco della flotta, una scena di battaglia e la clemenza del generale. Il celebre scontro tra le truppe di Annibale e l’esercito romano guidato dal console Gaio Flaminio, ebbe luogo nei pressi dell’attuale Tuoro sul Trasimeno, nel 217 avanti Cristo. Colto di sorpresa l’esercito romano fu travolto e nello scontro persero la vita circa 15.000 soldati.

La stampa tridimensionale rappresenta la battaglia tra Cartaginesi e Romani.